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Sulla difesa strenua della Costituzione

Non sono un costituzionalista, non sono un esperto di diritto costituzionale e di diritto in generale. Sono un semplice studente di storia che si pone delle questioni. Zagrebesky in una intervista a Repubblica afferma che la Costituzione è stata svuotata e quindi afferma che "vorremmo un partito che dicesse: la Costituzione è il mio programma."
Sempre le belle parole di difesa della Costituzione come se quest'ultima fosse il sancta sanctorum della politica. Ebbene anche se fossi il più sincero dei parlamentaristi repubblicani avrei a che ridire sulla Costituzione. Per il semplice fatto che è stata creata in un determinato contesto storico e, in quanto tale, non tutto rimane invariato. Cambiano contesti, si modificano variabili e se ne inseriscono di nuove. Non si può pretendere di difendere cosi strenuamente un oggetto immobile. La nostra è una Costituzione rigida, ovvero necessita di un procedimento aggravato per la sua modifica. Tuttavia essere strenui difensori di questo feticcio non ci porta ad essere alfieri dell'onestà, della meritocrazia, della buona politica e di tutta la retorica politicamente corretta. Zagrebesky afferma che già l'art.1 ("L'Italia è una repubblica fondata sul lavoro") rappresenta uno degli innumerevoli esempi di virtuosismo della nostra Costituzione.
Bene, io voglio continuare nella lettura. Mi scende di poco l'occhio e all'art.3 e 4 (e poi continua art16, 17 etc) si dichiara un'affermazione che, per quel che mi riguarda e quel che penso debba essere definito un Paese civile o una società equa, dal mio punto di vista non può essere che lesiva nei confronti di un'ampia parte di popolazione.
Si afferma infatti che "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge.. "(art.3) e che "La repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro.."(art.4). TUTTI I CITTADINI, quindi coloro che sono in possesso della cittadinanza. Coloro i quali non ne sono in possesso? Bene, possiamo considerarli criminali in quanto il loro status di clandestini (per chi non ha il permesso di soggiorno) li rende criminali . In quanto criminali possiamo quindi inserirli senza processo in un CIE, ex CPT, per una durata di sei mesi (CPT, è bene ricordarlo, alla cui approvazione con la legge Turco-Napolitano hanno firmato sia Pisapia, sia Bertinotti e Vendola). Continuando poi nella lettura incappo nell'art. 7 quello che recita "Lo stato e la chiesa...i rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi". Quei Patti Lateranensi firmati da Mussolini che riconoscono la città del Vaticano e che, modificando il concordato negli anni '80, fa si che la Chiesa venga finanziata attraverso l'8x1000.  Poi, continuando, all'art.21 si afferma che "sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume" dove la definizione "buon costume" risulta decisamente vaga, e dove il comma sembra palesemente in contrasto con il co.2 dell'art. che recita "la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure".
All'art. 29 si afferma invece che "la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio" quindi, costituzionalmente, una famiglia non fondata sul matrimonio non ha diritti. 
L'art.32 poi mi sembra abbastanza vago affermando che "Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge" doove oggi la legge dispone il Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO) i cui risultati sono purtroppo noti.
L'art.52 dispone poi il servizio militare obbligatorio. L'art. 67 recita che "I membri del parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse" a cui si aggiungono i consiglieri comunali secondo l'art.122. All'art. 71 si afferma che "il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediate la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto di articoli" senza nemmeno indicare un tempo limite entro il quale le camere hanno il dovere di esaminarlo. Lasciando quindi a discrezione dei politici. Quante proposte di legge popolari sono state esaminate e votate fino ad oggi?

Ripeto, non sono un costituzionalista o un esperto di diritto. Io ho semplicemente letto la costituzione da povero ignorante che sono. E l'ho fatto attraverso una interpretazione abbastanza letterale di quest'ultima. Potrei quindi sbagliarmi e sono prontissimo a farmi correggere. Ma come l'interpretazione letterale l'ho fata io (anche se credo che l'interpretazione arrivi fino a un certo punto, quando si dice A, non si dice B) la può fare qualsiasi politico.
Se a poi a ciò si aggiunge un divenire storico che ha mostrato 60 anni di politiche tutt'altro che virtuose che hanno svuotato la Costituzione e ne hanno anche ritardato di parecchi anni l'applicazione più dirette (si pensi alle regioni o all'attuazione della Corte Costituzionale, che avrebbe messo a rischio l'applicazione delle norme repressive attuate da Scelba secondo il Codice Penale Rocco) ci sarebbe da farsi qualche domanda. Soprattutto se i partiti e gli uomini che hanno fatto parte del gioco politico per quarant'anni sono gli stessi che hanno fatto la Costituzione. Zagrebesky a fine articolo cerca di essere meno rigido nella difesa estrema del suo gioiellino affermando che se qualche partito "toccasse" (le virgolette vengono usate anche nell'articolo) in modo corretto per farsene portabandiera, ne uscirebbe nobilitato. Da quello che ho visto sarebbe un ritocco ben più che vistoso.
Purtroppo, invece di porsi qualche domanda in merito alla struttura istituzionale ci si impunta su una propria convinzione. Perchè seppur la Costituzione è stata scritta non è stata poi rispettata? Basterebbe un partito che l'avesse come programma per far si che il gioco politico tornasse a funzionare? Il gioco politico quando ha funzionato? Le domande sono molte, ma le risposte generalmente non vanno oltre alla difesa del parlamentarismo, della Costituzione, del sistema partitico etc etc.
A ognuno il proprio giudizio.