Pages

Visualizzazione post con etichetta riformismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta riformismo. Mostra tutti i post

Gli psicologi scoprono "l'illusione della fine della storia"

Fonte: roarmag

di Jerome Roos


Gli scienziati sostengono che un fenomeno psicologico rende le persone incapaci di anticipare i cambiamenti futuri riflettendo un "fallimento dell'immaginazione personale"


Questa settimana, Science ha pubblicato un'affascinante ricerca psicologica con profonde implicazioni sociali, politiche e filosofiche. In un grande studio, tre psicologi dall'Università di Harvard e Virginia  hanno misurato le personalità, i valori e le preferenze di oltre 19,000 persone, scoprendo che le persone di tutte le età - anche se affermano di aver cambiato molto in passato - tendono a sottovalutare sistematicamente la possibilità che i propri valori, le proprie personalità e preferenze possano cambiare il futuro. 

Doppiando la convinzione "l'illusione della fine della storia", gli autori concludono che "le persone, sembra, considerano il presente il momento di svolta in cui finalmente diventeranno la persona che saranno per il resto della vita". Lo studio continua nell'elencare le conseguenze pratiche, inclusa la tendenza a pagare più del dovuto per future opportunità allo scopo di abbandonarsi alle preferenze del presente. Ma di tutte le implicazioni possibili, la più ovvia non è esplicitamente scritta dai ricercatori. 

La sinistra sbiadita



In verità è improprio definire "democrazia" un sistema politico nel quale il voto è merce sul mercato politico, e l'ingresso in Parlamento comporta una fortissima "spesa" elettorale da parte dell'aspirante "rappresentante del popolo". (Luciano Canfora, Critica della retorica democratica, Laterza, p. 27)

E' molto triste assistere ai conflitti interni al Pd; sono tafferugli banali, che vengono venduti per determinanti. L'ultima notizia a saltar fuori è Renzi che afferma che "Io penso che la sinistra sia Obama non Rosy Bindi". E' un problema che sembra più serio del previsto dato che Renzi si scontra continuamente con chi lo giudica di destra. La domanda, tuttavia,  non si deve neppure porre, per il semplice motivo che il Pd, a prescindere, non è sinistra. Non nascondo di essere piuttosto "massimalista", ma qui la questione mi sembra abbastanza semplice. Come fa a essere di sinistra la Bindi, figlia della Democrazia cristiana? Come fa a essere di sinistra un presidente che moltiplica le truppe in afghanistan, allarga il fronte al pakistan, bombarda la Libia, supporta finchè può i dittatori dell'Africa del Nord, supporta e incoraggia l'omicidio di massa di un popolo?

Sulla difesa strenua della Costituzione

Non sono un costituzionalista, non sono un esperto di diritto costituzionale e di diritto in generale. Sono un semplice studente di storia che si pone delle questioni. Zagrebesky in una intervista a Repubblica afferma che la Costituzione è stata svuotata e quindi afferma che "vorremmo un partito che dicesse: la Costituzione è il mio programma."
Sempre le belle parole di difesa della Costituzione come se quest'ultima fosse il sancta sanctorum della politica. Ebbene anche se fossi il più sincero dei parlamentaristi repubblicani avrei a che ridire sulla Costituzione. Per il semplice fatto che è stata creata in un determinato contesto storico e, in quanto tale, non tutto rimane invariato. Cambiano contesti, si modificano variabili e se ne inseriscono di nuove. Non si può pretendere di difendere cosi strenuamente un oggetto immobile. La nostra è una Costituzione rigida, ovvero necessita di un procedimento aggravato per la sua modifica. Tuttavia essere strenui difensori di questo feticcio non ci porta ad essere alfieri dell'onestà, della meritocrazia, della buona politica e di tutta la retorica politicamente corretta. Zagrebesky afferma che già l'art.1 ("L'Italia è una repubblica fondata sul lavoro") rappresenta uno degli innumerevoli esempi di virtuosismo della nostra Costituzione.
Bene, io voglio continuare nella lettura. Mi scende di poco l'occhio e all'art.3 e 4 (e poi continua art16, 17 etc) si dichiara un'affermazione che, per quel che mi riguarda e quel che penso debba essere definito un Paese civile o una società equa, dal mio punto di vista non può essere che lesiva nei confronti di un'ampia parte di popolazione.

Capitalismo dal volto umano

"Un miliardario vuole salvare la Grecia", titola repubblica.
Tal Peter Nomikos, magnate greco, da buon patriota azzarda l'idea di salvare la Grecia esortando ricchi amici e  Greci all'estero a versare mille euro a testa nelle casse di Atene. Guarda un po' che bravo e bel giovane che è questo magnate! Sono già arrivati 2.200.000 euro!

Nulla di male, si penserebbe, ma già arriva la critica: "E' una proposta che aiuterebbe molto poco la popolazione - spiega Adam Lerrick dell'American Enterprise Institute - avrebbe più senso donare i soldi a una fondazione che si occupa di comprare medicine per i greci più poveri". Critica del tutto condivisibile seppur si possa constatare che se effettivamente un'impresa tanto ardua riuscisse, non ci sarebbe perlomeno più la scusa del debito e degli interessi per applicare politiche economiche da impiccagione.